Brigate Solidarietà Attiva: raccolta beni per chi vive situazioni di disagio nelle aree del cratere

Brigate della Solidarietà Attiva, presenti nelle zone terremotate fin dallo scorso agosto, stanno raccogliendo beni da destinare a chi nelle aree del cratere sta vivendo una situazione di grande difficoltà soprattutto dal punto di vista economico e lavorativo. Come scrivono su Facebook, “In alcune zone, sopratutto nella zona di Amatrice, non ci sono ancora negozi aperti: non esiste cioè, se non a grandi distanze, un luogo dove fare la spesa. Inutile dire che la viabilità è ancora un grosso grosso problema, tra strade dissestate e macerie che stanno per compiere il primo anno di vita, ancora in gran parte abbandonate. Oltre a questo, se per qualcuno l’emergenza piano piano cessa, per altri invece non cessa mai: parliamo di coloro che hanno perso il lavoro a causa del terremoto, ma anche di coloro che, già prima delle molteplici scosse, vivevano in dissesto economico. Una difficoltà che il terremoto ha solo, ulteriormente, ampliato. Mentre pensiamo e proviamo a organizzare coi comitati locali strutture permanenti di solidarietà e mutuo soccorso da far vivere oltre e al di là della nostra presenza, chiediamo a tutti coloro che possono, un ultimo sforzo. Chi ha la possibilità di attivare raccolte di beni, ci contatti alla email magazzinibsa@gmail.com: riceverete tutte le istruzioni utili, la lista dei beni utili e vi sarà indicato un referente al quale fare riferimento per ogni necessità. Siamo una associazione che vive di auto finanziamento, possediamo ( e sempre e solo grazie a tutti voi) 3 furgoni e poco altro: per questo chiediamo a chi deciderà di aiutare la popolazione del cratere, di occuparsi anche del trasporto dei beni (e in conseguenza, di raccogliere quanto si è in condizione di trasportare, per evitare lunghi stoccaggi che deprimerebbero i beni): i nostri mezzi sono infatti impiegati ogni giorno nella distribuzione e nei rifornimenti dei nostri campi.

11/06/2017

Cercasi nuova sistemazione, anche transitoria nel centro-nord Italia

Nel centro/nord Italia (preferibilmente, ordine di opportunità logica e funzionale al mio lavoro, Marche, Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia), cerco in affitto transitorio o similare ( poiché in caso diverso perderei i diritti di eventuale rientro sull’immobile attuale dopo il ripristino), o meglio ancora in cambio di lavori di sistemazione, appartamento / immobile tipo casa di campagna o similare con : - Abitazione senza mobili o solo parzialmente arredata con bagno, 1 camera , 1 zona studio/uffico (per le mie attività professionali) e 1 zona cucina/ soggiorno /pranzo con spazio per eventuali ospiti su divano letto, (usualmente circa 60/80 mq) + - Zona laboratorio/magazzino/deposito/garage/annesso agricolo (purché chiuso e sano) per un totale minimo di 100/150 mq per tutte le attezzature, materiali, documenti, libri etc. di cui ancora dispongo. Molto riguarda direttamente o indirettamente il mio lavoro ovvero la sostenibilità ambientale, il riciclo, il recupero dei materiali e le tecnologie innovative per il risparmio energetico (ho materiali, attrezzature e libri tecnici di cui vorrei poter continuare ad usare per i miei lavori ed esperimenti, poiché in parte sono oramai introvabili) + - Minimo giardino/spazio recintato o simile per il cane (buono ma di grossa taglia), eventuale orto e lo spazio per parcheggiare in zona privata la roulotte che mi hanno prestato finché non la riprendono o la riporto (in zona Torino). Sono disponibile a valutare tutte le possibili soluzioni, anche di abitazioni “abitabili” ma da ristrutturare radicalmente, potendo occuparmi personalmente dei lavori (impiantistica elettrica e idraulica, riscaldamento, falegnameria, muratura etc.) accordandomi in merito con i proprietario, eventualmente anche cogliendo l’occasione per implementare soluzioni innovative.

22/02/2017

Post terremoto: proposta di norma che obblighi l'immediata messa in sicurezza di tutti gli immobili

Dalla stampa si apprende che il Decreto del Governo per la gestione dell’emergenza post-terremoto in Italia centrale e’ stato firmato dal Presidente della Repubblica e sarà pubblicato nei prossimi giorni, tra oggi e lunedi’, sulla Gazzetta ufficiale. La prossima settimana dovrebbe partire l’esame degli emendamenti in Commissione ed arrivare in aula al Senato il 22-23 novembre. Non sono ancora noti in dettaglio i contenuti del decreto e pertanto quanto segnaliamo ci auguriamo sia inutile, se trattato in modo adeguato nel testo del decreto. Altrimenti chiediamo di prestare attenzione al seguente problema ed attivare se possibile una azione sui parlamentari al Senato in vista dell’esame del decreto. Molte attività produttive, nelle frazioni rurali ma anche nei centri storici, rischiano di essere chiuse se pur con strutture agibili a causa del rischio indotto da abitazioni vicine (spesso seconde case) che dovrebbero essere messe in sicurezza. Al momento secondo i Comuni non vi e’ l’obbligo da parte dei privati d’intervenire d’urgenza per mettere in sicurezza questi immobili che bloccano la ripresa delle attivita’ produttive. Il Comune potra’ intervenire solo in caso di pubblica incolumita’, problema al momento risolto con la delimitazione delle zone rosse. In definitiva attività produttive che potrebbero riprendere la loro attività rischiano la paralisi e la conseguente chiusura solo perche’ privati non residenti, titolari di seconde case, non intendono anticipare di tasca loro le spese per la messa in sicurezza ed attendono passivi il contributo dello Stato per la ricostruzione (avendo tra l’altro garantito il risarcimento del 100% del danno alla pari di chi sul territorio vive e lavora). In sede di discussione del decreto sarebbe necessario verificare la possibilita’ d’introdurre l’obbligo della messa in sicurezza immediata degli immobili e strutture che per rischio indotto determinano ostacolo alla ripresa delle attivita’ produttive ed economiche (situazione molto diffusa in borghi dove le seconde case sono spesso limitrofe o confinanti con le strutture produttive dei residenti). Crediamo si debba fare di tutto per assicurare la ripresa delle attività produttive e sociali nei Comuni colpiti dal sisma e questa situazione appare a dir poco paradossale, ancora di piu’ se consideriamo che per le aziende agricole il decreto prevede la possibilita’ d’intervento immediato per garantire proprio la continuita’ delle attivita’ produttive, che rischia di essere compromessa per inerzia da parte di proprietari non residenti che non hanno urgenza d’intervenire sui loro immobili. Basterebbe introdurre nel decreto una norma che preveda l’obbligo immediato della messa in sicurezza di tutti gli immobili che possono compromettere la continuità delle attività economiche confinanti per rischio indotto. Prevedendo la possibilita’ di ottenere il rimborso delle spese per la messa in sicurezza (se non si vuole gravare sulle tasche di questi privati cittadini). Non nascondiamo ovviamente un interesse diretto rispetto a questo problema, comunque molto diffuso. La ns struttura multifunzionale, con azienda agricola, agrinido, fattoria didattica, Cea del WWF e del Parco Nazionale dei Monti Sibillini nella frazione di Vallato a San Ginesio (MC) è stata colpita seriamente dalla scossa del 30 ottobre (www.querciadellamemoria.it ), e pur avendo realizzato a suo tempo un intervento di ristrutturazione antisismico in bioedilizia abbiamo parte dell’immobile non agibile ed una parte ancora agibile ed attualmente abitata, ma siamo circondati da seconde case ed annessi agricoli abbandonati gravemente lesionati che incombono sulla ns struttura. Siamo riusciti a restare operativi rimanendo al momento fuori dalla zona rossa delimitata dal Comune ma senza la messa in sicurezza delle abitazioni confinanti e vicine non possiamo riprendere l’attività, anche in forma provvisoria in attesa della ricostruzione. Garantire la continuità delle attività di un centro multifunzionale come il nostro, che svolge anche un servizio pubblico (come l’agrinido, il centro agrinfanzia e famiglie, il Centro d Educazione Ambientale) se pur gestito da un soggetto privato come una Societa’ agricola e’ fondamentale in questo momento, anche per rispondere alle richieste che arrivano dal territorio colpito dal sisma. Siamo a disposizione per ogni utile chiarimento. Federica Di Luca AD Società Agricola La Quercia della Memoria, San Ginesio

13/11/2016

Centro geriatrico di Terni ha bisogno urgente di beni e indumenti per anziani sfollati da #Norcia

Successivamente alla grande scossa di domenica, sono arrivati, trasferite al Centro geriatrico di Terni dalle varie strutture del territorio di Norcia, diversi pazienti affetti di patologie a vario titolo. Altre sono attese a ore. Queste persone, avendo perso tutto, hanno disperatamente bisogno dei seguenti beni: - magliette di cotone mezza manica taglie S/M/L/XL - mutande da donna taglia 6 - mutande da uomo taglie 5/6 - Felpe donna allacciate davanti taglie M/L/XL - tute donna di cotone taglie M/L/XL - tute uomo cotone taglie L/XL - pantofole chiuse donna taglie da 37 a 40 - pigiami cotone uomo e donna taglie M/L/XL Tutto NUOVO. La situazione è urgente perché il Centro Geriatrico non ha a disposizione nulla di queste cose, di solito, nella normale gestione intendo, sono i familiari delle persone assistite che si fanno carico, come quando ci ricoveriamo in ospedale in pratica, ma nel caso specifico la cosa non è stata possibile perché ci sta sto maledetto sisma. Quindi vi prego di dare diffusione anche attraverso le vostre bacheche private, che la Croce Rossa Comitato di Terni, attiva una raccolta per questi generi. In più servono anche cose per l’igiene intima come dentifrici, sapone, spazzolini, assorbenti donna o bambini e cose del genere. Perché non sappiamo a cosa andiamo incontro ed è meglio essere preparati. Sarà possibile portare le cose raccolte tutte le mattine in CROCE ROSSA SIM, VIALE TRIESTE fino alle ore 15. Date una mano a diffondere per favore.

08/11/2016