Post sisma: riconoscere ruolo attivo dei cittadini. Comunicato di Cittadinanzattiva #Umbria

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Cittadinanzattiva Umbria, in collaborazione con il Cesvol Perugia, sta promuovendo nelle aree terremotate i presidi civici, quali strumenti fondamentali per evitare che l’assistenza della fase di emergenza si tramuti, di fatto, in una deprivazione dell’autonomia delle popolazioni terremotate, favorendo luoghi, spazi e strumenti finalizzati all’autorganizzazione delle popolazioni. E’ sempre di più necessario riconoscere da subito il ruolo attivo dei cittadini e di tutte quelle forme organizzate ed associative che si sono messe in moto (e si possono eventualmente attivare) dopo il sisma. Nei prossimi giorni verrà presentato un primo report con inserite informazioni e orientamenti di diversi gruppi di popolazione intercettate in questo periodo. Quello che stiamo vedendo, infatti, nel nostro lavoro da settimane negli incontri con centinaia di persone accolte negli alberghi, villaggi vacanze, ecc, perché evacuate, sono cittadini che chiedono di poter comunicare, di avere informazioni puntuali e chiare e soprattutto preventivamente, di capire che cosa sta avvenendo nella gestione post-sisma ed esserne soggetto attivo e protagonista, cittadini che hanno una grande dignità nel vivere questa stato di vita. Grazie alla collaborazione tra queste realtà organizzate e i diversi Comuni interessati da tali strutture, come ad es. l’area del Trasimeno e Spoleto, o con alcuni tecnici del Comune di Norcia e con i Vigili del Fuoco, è stato possibile contribuire a superare significative criticità riguardanti il sistema comunicativo presente, con particolare riferimento alle interazioni con la protezione civile. Come frequentemente accade, anche con motivazioni dovute alla complessità degli eventi e degli impatti catastrofici che accadono nel nostro Paese, la Protezione civile si muove con mano decisa su alcune problematiche, anche adottando linee di condotta ragionevoli, ma con l’effetto di disorientare una popolazione già molto provata da quanto accaduto nelle aree interessate dal sisma del centro Italia. In questi giorni la Protezione civile nazionale ha emanato una circolare nella quale si dichiara che i Comuni e le Regioni dovranno entro il 6 gennaio 2017 identificare “puntualmente” quanti hanno diritto a rimanere nelle strutture ricettive attivate. Ragionevoli le categorie e le modalità , in quanto avranno diritto: - residenti/dimoranti in edifici classificati con esito diverso da “A” delle schede AEDES, o per i quali risulti presentata la relativa richiesta di sopralluogo - residenti/dimoranti in edifici classificati con esito “non utilizzabile” nella scheda FAST - residenti/dimoranti per i quali risulti presentata la relativa richiesta di sopralluogo o risulti programmata, da parte del Comune, una verifica a tappeto - residenti/dimoranti in edifici ricadenti all’interno di “zone rosse” Tutte le persone che non rientreranno in questi casi, a partire dal 7 gennaio avranno cinque giorni per organizzare il rientro in abitazioni agibili/utilizzabili o, comunque, per lasciare la sistemazione in albergo, termine dopo il quale le spese saranno poste a loro carico. Il termine dei cinque giorni verrà applicato anche ogni qualvolta le condizioni specificate verranno meno in date successive al 6 gennaio 2017, con il procedere delle verifiche di agibilità. Questa procedura non si applica per le famiglie ospitate in alberghi di Comuni diversi da quelli di residenza che, per l’anno scolastico in corso, hanno figli iscritti a Istituti scolastici nei Comuni di accoglienza. Per loro, infatti, permane il diritto di rimanere nelle strutture alberghiere ad esse assegnate. La questione, nel caso specifico, non è mettere in discussione la finalità di razionalizzare tale sistema di accoglienza e favorire il più possibile il rientro, in sicurezza, delle persone in abitazioni agibili per recuperare condizioni di normalità, ma piuttosto quello di considerare preventivamente e in modo pertinente, PER OGNI SCELTA RIGUARDANTE LA GESTIONE DEL POST EMERGENZA E DELLE SUCCESIVE FASI, le conseguenze e l’impatto e soprattutto l’effettiva realtà e condizioni in cui versano queste popolazioni, che sono, lo ricordiamo, per la maggior parte distribuite e disperse nel territorio. E’ necessario sviluppare un sistema allargato e coordinato (che adesso non c’è ed è solo tra istituzioni) di comunicazione in cui i cittadini abbiano un loro ruolo, perché pensare che in un mese, anche lavorando sotto le feste si riesca ad avere un quadro “puntuale” della situazione, francamente suscita qualche dubbio. Ribadiamo: questa partita difficile si vince con scelte e provvedimenti che si fondino sulla comunicazione questa sì “circolare” e con una effettiva partecipazione e consenso attivo sulle scelte di interesse pubblico e collettivo, che abbia rispetto della dignità e delle paure delle persone e le ascolti. QUINDI SU UNA LOGICA DI COMPLEMENTARIETA’ TRA AZIONE ISTITUZIONALE E ATTIVISMO CIVICO DEI CITTADINI

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Creato:
8 dicembre 2016, 19:15:09
Aggiornato:
10 dicembre 2016, 14:24:40